Possono beneficiare dell'incentivazione: le persone fisiche le persone giuridiche i soggetti pubblici i condomini di unità abitative e/o di edifici che siano soggetti responsabili di impianti fotovoltaici realizzati in conformità ai requisiti del DM 19 febbraio 2007 e che non beneficino e non abbiano beneficiato delle tariffe introdotte dai decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006.
Facendo riferimento soprattutto alle piccole applicazioni (tetti fotovoltaici) e a moduli di silicio cristallino, un valore indicativo di occupazione di superficie è di circa 8-10m²per kW di potenza nominale installata.
L'orientamento ideale per ottenere la massima resa è il SUD, comunque anche con orientamenti sud-est e sud-ovest la produzione rimane vicina all'ideale, con moduli fotovoltaici di ultima generazione CIGS, ogni orientamento è buono, anche il Nord soprattutto con basse pendenze. Nel caso si desideri un impianto a parete per integrazione architettonica, l'installazione è possibile ma in questo caso le perdite di produttività sono abbastanza importanti (del 20-30% rispetto all'ideale). Nel caso di tetti a tegola inclinati per il montaggio si usano staffe che fuoriescono dalle tegole senza compromettere in alcun modo la tenuta stagna del tetto, mentre nel caso di terrazzi o coperture piane i moduli si installano con sostegni metallici triangolari.
Per accedere al conto energia un impianto deve essere di tipo "connesso alla rete", pertanto esso va ad integrare la rete elettrica già esistente. Questo significa che la corrente elettrica sarà sempre disponibile alle utenze, tranne in casi di black-out. In sostanza non ci sono differenze rispetto alla presenza della sola rete normale.
Uno dei test che i moduli fotovoltaici devono subire in fase di progettazione è proprio sulla sua resistenza alla grandine di grosse dimensioni (25 mm di diametro almeno) ed ovviamente il test deve essere superato per far sì che il pannello venga commercializzato con il regolare certificato.
La produzione elettrica annua di un impianto fotovoltaico dipende da diversi fattori: - radiazione solare incidente sul sito d’installazione; - orientamento ed inclinazione della superficie dei moduli; - assenza/presenza di ombreggiamenti; - prestazioni tecniche dei componenti dell’impianto (moduli, inverter ed altre apparecchiature). Prendendo come riferimento un impianto da 1 kW di potenza nominale, con orientamento ed inclinazione ottimali ed assenza di ombreggiamento, non dotato di dispositivo di “inseguimento” del sole, in Italia è possibile stimare le seguenti producibilità annue massime: - regioni settentrionali 1.000 – 1.100 kWh/anno - regioni centrali 1.200 – 1.300 kWh/anno - regioni meridionali 1.400 – 1.500 kWh/anno E’ opportuno sottolineare che il consumo annuo elettrico medio di una famiglia italiana è pari a circa 3.000 kWh. Sul sito re.jrc.ec.europa.eu/pvgis/countries/europe/g13y_it.png è riportata la mappa della radiazione solare annuale sul territorio Italiano.
Il DM 19 febbraio 2007 definisce il soggetto responsabile dell'esercizio dell'impianto come colui che ha diritto, nel rispetto delle disposizioni del DM, a richiedere ed ottenere le tariffe incentivanti.
Con l'espressione “conto energia” viene indicato un meccanismo di incentivazione che remunera l'energia elettrica prodotta da un impianto per un certo numero di anni. Conto energia è il nome comune assunto dal programma europeo di incentivazione in conto esercizio della produzione di elettricità da fonte solare mediante impianti fotovoltaici permanentemente connessi alla rete elettrica. Il principio che regge il meccanismo del Conto energia consiste nell'incentivazione della produzione elettrica, e non dell'investimento necessario per ottenerla. Il privato proprietario dell'impianto fotovoltaico percepisce somme in modo continuativo, per i primi 20 anni di vita dell'impianto. Condizione indispensabile all'ottenimento delle tariffe incentivanti è che l'impianto sia connesso alla rete (grid connected). La dimensione nominale dell'impianto fotovoltaico deve essere superiore a 1 kWp. Non sono incentivati dal Conto energia quegli impianti fotovoltaici destinati ad utenze isolate e non raggiunte dalla rete elettrica.
Si, i moduli fotovoltaici hanno la capacità di produrre un minimo di energia elettrica anche in condizioni di cielo parzialmente coperto o nuvoloso, sfruttando la radiazione solare diffusa, specialmente con moduli CIGS si avranno produzioni rilevanti anche con cielo coperto. L’impianto fotovoltaico comunque funziona meglio in presenza di radiazione solare diretta per cui la sua produzione di energia dipende anche dalle condizioni meteo-climatiche presenti alle diverse ore del giorno e dei mesi dell’anno. I calcoli di produttività effettuati in fase di progetto preliminare tengono conto di tutti i parametri, anche climatici.
Un impianto fotovoltaico non può garantire la continuità della fornitura di energia elettrica perchè nel caso di black-out un interruttore disattiva automaticamente l'inverter in modo da evitare situazioni di pericolo per eventuali interventi di manutenzione.
L'elettricità che viene remunerata con le nuove tariffe incentivanti è quella prodotta dall'impianto, misurata da un apposito contatore posto all'uscita del gruppo di conversione della corrente continua in corrente alternata. Ai fini dell'erogazione degli incentivi il GSE ritiene che: per impianti collegati alla rete in media ed alta tensione, che alimentano eventuali utenze in media e bassa tensione, è possibile installare il misuratore dell'energia prodotta tra l'inverter con uscita in BT e il trasformatore BT/MT per impianti collegati alla rete in bassa tensione, che alimentano utenze in bassa tensione, i misuratori devono sempre essere posizionati all'uscita del gruppo di conversione della corrente continua, ivi incluso l'eventuale trasformatore di isolamento e/o di adattamento BT/BT, prima che essa sia disponibile alle utenze e/o immessa nella rete elettrica.
La rete per gli impianti connessi, gli accumuli per gli impianti isolati, provvedono a integrare la produzione di energia elettrica del generatore fotovoltaico.
No, non si deve modificare l'impianto esistente. L’impianto fotovoltaico avrà una sua linea autonoma.
Nelle analisi tecniche ed economiche si usa fare riferimento ad una vita utile complessiva di 20-25 anni. In particolare, i moduli, che rappresentano i componenti economicamente più rilevanti, hanno una durata di vita, garantita dai produttori, superiore a 20 anni.
La potenza nominale (o massima, o di picco, o di targa) dell'impianto fotovoltaico è la potenza elettrica dell'impianto determinata dalla somma delle singole potenze nominali (o massime, o di picco, o di targa) di ciascun modulo fotovoltaico facente parte del medesimo impianto, misurate alle condizioni standard (temperatura pari a 25 °C e radiazione pari a 1.000 W/m²).
L'incentivo viene erogato dal Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A.
 

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