I ritorni economici del Quarto Conto energia

La pressione sui numeri è indubbiamente un elemento critico che potrebbe spingere il Governo a un intervento già nei prossimi mesi. Inoltre, il settore non può non accorgersi di quanto sta avvenendo per le altre fonti elettriche rinnovabili.

L’immidente uscita del cosidetto “decreto elettrico” disdegna un nuovo quadro di incentivazione alle rinnovabili in cui l’attenzione al ritorno dell’investimento è un elemento chiave.

L’esercizio di valutare la redditività dell’investimento fotovoltaico nasconde sempre parecchie insidie, non tanto nell’individuare un corretto costo della tecnologia, quanto nel riuscire a estrapolare dati sintetici e rappresentativi di una miriade di impianti che, per taglia, ubicazione, soluzione impiantistica, caratteristiche progettuali e vincoli burocratici, risultano difficilmente ragruppabili in un’unica fattispecie.

Detto questo, tenteremo di dare un ordine di grandezza agli attuali ritorni economici e di valutare quelli dell’immediato futuro nel secondo semestre 2012 e nel primo semestre 2013. Oggi la forchetta di costo per un impianto fotovoltaico “chiavi in mano” spazia da circa 1.500 euyro(kW a circa 2.500 euro/kW. All’interno di questa ampia forchetta sono ricomprese tutte le taglie e le soluzioni impiantistiche incentivabili con tecnologie “tradizionali”.

Si va dai piccoli impianti su tetto che richiedono delle spese maggiori nella fase di installazione rispetto ai grandi impianti a terra, che invece possono avvantaggiarsi di economie di scala ma necessitano di maggiori spese di carattere autorizzativo, di connessione alla rete e, sempre più, di rischio imprenditoriale. La stretta creditizia di questi mesi si ripercuote anche sul settore con tassi di interesse molto vicino al 9% e un livello di indebitamento richiesto non superiore al 70%.

I ritorni economici del capitale privato investito spaziano tra circa l’11% e il 16% e i tempi di rientro dell’investimento oscillano tra i 6 e gli 8 anni. Con altre tariffe previste per il secondo semestre 2012, a parità di costo e di confizioni finanziarie, i rendimento calano rispettivamente tra l’8% e il 13% e i tempi di rientro dell’investimento salgono tra 7 e 9 anni.

Per il primo semestre 2013, le nuove tariffe onnicomprensive garantirebbero simili rendimenti al netto di eventuali riduzioni di costo della decnologia. Un decremento dei costi sulle componenti tecnologiche di circa il 20% comporterebbe un incremento dei tassi di rendimento dell’investimento a valori compresi tra 15% e 20%.

 



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